ROMA-   Indennizzi fino a quattro volte tanto quanto incassato già in primavera a causa del calo del fatturato, con percentuali variabili a seconda del tipo di attività. E’ quanto prevede il decreto ristori in discussione ora in Consiglio dei Ministri.

Misure che sono state presentate oggi dal governo ai rappresentanti del mondo produttivo. Tra i presenti, in videoconferenza, anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, risultato negativo al tampone Covid dopo che il ministro si era sottoposto al test in seguito alla positività del ragioniere generale dello stato Biagio Mazzotta. Gualtieri ha assicurato che gli aiuti previsti dal decretoche il governo si appresta ad approvare saranno “a fondo perduto” e arriveranno “in tempi record entro il 15 novembre”. “Capisco la sofferenza di tutte le categorie. Ho firmato il Dpcm solo quando sono stato sicuro che ci sarebbero state le risorse per il vostro mondo e per le altre categorie coinvolte”, ha detto invece il presidente del consiglio Giuseppe Conte secondo quanto riferiscono i partecipanti all’incontro.

Ristori fino al 400% di quanto già ottenuto

Il cuore del provvedimento riguarda come detto i ristori per le attività colpite dal nuovo dpcm. Indennizzi che saranno parametrati a quanto incassato già in primavera dopo il primo lockdown. In particolare, stando alle prime bozze, il contributo potrebbe raggiungere il 400%, cioè quattro volte tanto, di quanto ricevuto nei mesi passati per alcune categorie come discoteche, sale da ballo e night club. Per altre categorie di imprese, come piscine, palestre, fiere, enti sportivi, terme, centri benessere il nuovo beneficio dovrebbe valere il 200% del contributo a fondo perduto avuto ad aprile. Stessa percentuale anche per stadi, cinema, parchi divertimento e sale bingo.

Ancora da limare i contributi per bar e ristoranti che dovrebbero comunque oscillare tra il 150% e il 200% di quanto già incassato. Ristori al 150% sarebbero invece previsti per per alberghi, affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna. Per tassisti e Ncc l’indennizzo sarebbe invece del 100%, cioè la stessa somma già ricevuta in primavera.

Il provvedimento conterrà anche sostegni per i lavoratori stagionali e ristori specifici per le imprese del turismo e della somministrazione. Le misure prevederebbero inoltre l’allargamento della cassa integrazione a tutte le attività colpite, lo stop dell’Imu e 2 o 3 mensilità di credito d’imposta per gli affitti.

È arrivata intanto la prima tranche di risorse dal Fondo Ue Sure, creato per finanziare i programmi di sostegno all’occupazione dei Paesi colpiti dalla crisi. All’Italia sono stati assegnati 10 dei 17 miliardi erogati stamane; la Spagna ha ricevuto 6 miliardi e la Polonia uno. In seguito l’Italia riceverà altri fondi, fino ad arrivare a 27,7 miliardi per quest’anno. Il Fondo Sure erogherà quest’anno 100 miliardi di euro.

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Ma cominciano ad arrivare le proteste delle categorie escluse. L’Anir, l’associazione legata a Confindustria che riunisce le principali aziende della ristorazione collettiva, denuncia la perdita del 50% di fatturato. “Il ‘decreto ristoro’ – protesta il presidente Massimiliano Fabbro – deve considerare anche la ristorazione collettiva tra quelle che necessitano di indennizzi urgenti. Ricordiamo che i nostri servizi possono svolgersi in massima sicurezza e igiene e che le restrizioni che subiamo sono dovute a dinamiche che esulano dalla nostra attività”.

Protestano anche i liberi professionisti, in particolare i commercialisti e i consulenti del lavoro: “In questi ultimi mesi, infatti, – spiegano i rappresentanti dei due Ordini in un comunicato – se da un lato il 79% dei liberi professionisti ha visto ridursi il proprio fatturato e che tale riduzione è stata superiore al 50% rispetto all’anno precedente per il 35,8% degli stessi, dall’altro tutte le attività professionali sono state impegnate in prima linea nell’emergenza e hanno dovuto fare importanti investimenti in soluzioni informatiche per continuare a lavorare”.

 

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