Sono 4 mesi ormai che ho smesso di fumare (10-15 sigarette al giorno) perché mia moglie è in gravidanza e lei è una non fumatrice. Ma la voglia di accendere una sigaretta resta, anche se in questi mesi non ne ho toccata neanche una, specie nei momenti di ozio (come in ferie) oppure in quelli di forte nervosismo. Perché ho ancora voglia, nonostante mi sia disintossicato? Non vorrei ricadere nel giro del fumo, avete consigli utili?

Risponde Roberto Boffi, medico pneumologo, responsabile della Pneumologia e del Centro antifumo dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano

Quattro mesi dallo stop fumo sono tanti, davvero una bella conquista. Ma per potersi definire un ex fumatore bisogna arrivare almeno a 12 mesi, ossia a un intero anno senza fumo. Perciò cerchi di non avere troppa fretta nel pretendere dal suo corpo e dalla sua mente che si «dimentichino» completamente delle sigarette dopo tutti gli anni in cui ha fumato. Per ora, quindi, bisogna che sia forte e combatta questi momenti, sapendo che in tal modo pian piano le difficoltà spariranno. Il tempo, se si impegna a proseguire questo virtuoso percorso, le farà avere le giuste e meritate soddisfazioni. Si ricordi le ragioni per lei più importanti per le quali ha deciso di smettere e si concentri sui benefici: miglioramento del respiro, delle prestazioni fisiche, risparmio di soldi, aumentata autostima sono solo alcuni esempi.

Consigli per star lontano dalle «ricadute»

Inoltre, per star lontano dalle «ricadute», è bene evitare il più possibile le situazioni che causano stress, così da non avere il richiamo della sigaretta come rimedio a tensione e stanchezza. Pianifichi, invece, attività piacevoli che liberano endorfine, ideali per combattere nervosismo e rimanere di buon umore. Ricordi, poi, che la compagnia di fumatori può stimolare la voglia di fumare e che il desiderio dura poco ed è sufficiente cambiare attività (come cambiare stanza o fare qualcosa al cellulare) per vederlo sparire dopo qualche minuto. Ma già da ora lei e sua moglie potete essere fieri di voi perché il fumo può avere effetti negativi su tutte le fasi della gravidanza: dalla fecondazione, poiché diminuisce la fertilità di uomini e donne, alla gestazione, con l’aumento della frequenza dell’insufficienza placentare, fino al parto, che nelle fumatrici può con più frequenza essere pre-termine e con un più basso peso del neonato. Inoltre, avere uno o entrambi i genitori fumatori aumenta di parecchie volte la possibilità di malattie respiratorie del bambino.

No al fumo in casa

E visto che sta facendo questa fatica anche per il bene di sua moglie e del nascituro, parenti o amici fumatori in visita da voi dovranno fumare (se non possono proprio evitarlo) fuori di casa, sul balcone o in giardino e poi aspettare almeno due o tre minuti dopo l’ultima boccata prima di rientrare in casa. La nostra equipe di ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori ha infatti scientificamente dimostrato anni fa che per questo lasso di tempo continua l’emissione significativa di polveri sottili attraverso il respiro (il cosiddetto fumo di tabacco residuo) e se, per esempio, subito dopo aver fumato si prende in braccio il bambino, lo si espone inconsapevolmente a respirare queste sostanze estremamente dannose. Ancor meglio sarebbe, in particolare nella situazione in cui si tiene il piccolo in braccio, cambiarsi anche i vestiti più esposti al fumo.

25 ottobre 2020 (modifica il 25 ottobre 2020 | 18:06)

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